BRETAGNA SUL CAMMINO DEI FARI GR34

di Francesca Orioli
fine giugno-inizio luglio 2026

Il Cammino dei Fari in Bretagna – Chemin des Phares – è un percorso di circa 160 km che si inserisce nel più ampio sentiero GR34-Sentiero dei Doganieri e regala panorami incantevoli sulla costa bretone. Non solo fari, che di fatto non sono neanche moltissimi, ma anche una conformazione del territorio tutta particolare con i cosiddetti  ‘abers’ ovvero valli fluviali sommerse dal mare, una costa selvaggia, tranquilli paesini di casette bianche e grigie ravvivate da ortensie e fiori meravigliosi.

La città di riferimento è Brest, raggiungibile, oltre che in macchina, anche in aereo o in treno. Da lì un bus pubblico o eventualmente un taxi, porta a Lille, cittadina di partenza.

Le tappe ufficiali sono queste:

1 Lille Plouguerneau – Aber Wrac’h 
2 Aber Wrac’h – Tréglonou 
3 Tréglonou – Portsall 
4 Portsall –  Lanildut 
5 Lanildut – Lampaul-Plouarzel 
6 Lampaul-Plouarzel – Le Conquet 
7 Le Conquet – Plougonvelin 
8 Plougonvelin – Brest –
TOTALE  di circa 150-160 km

Noi abbiamo percorso il giro compattando la tappa n.6 e la n.7, aggiunto qualche chilometro per la visita al promontorio dove si trova il faro di Kermorvan e allungato fino al faro di Portzic, alla fine però ci siamo risparmiati gli ultimi chilometri su strada prendendo il bus di linea per raggiungere la stazione di Brest.

Ecco il dettaglio giorno per giorno del nostro giro.

GIORNO 0: ARRIVO

Per arrivare a Brest abbiamo optato per il  Frecciarossa di Milano a Parigi e poi il TGV, visto il periodo di costi improponibili degli aerei. Purtroppo l’orario di arrivo non ci ha permesso di prendere il bus pubblico per Lille Plouguerneau (sito https://www.breizhgo.bzh – linea 920), il taxi ci è costato 80 euro, contrattando il prezzo prima di salire (uber: prezzo simile)

Pernottamento: ‘chambre privée 350m de la mer et proche et gr34’ prenotato su Booking, buona soluzione per un appoggio e ottima posizione per la vicinanza con il cammino. 

GIORNO 1 – Plouguerneau – Landeda

Diciamo che non partiamo bene, appena usciti di casa comincia una pioggia fine fine  che impone di tirare fuori subito la mantella, attraversiamo il paesino di Lille dove troviamo un piccolo market aperto anche se è domenica. La costa ci accoglie con la vista del grande faro dell’isola Vergine, il più alto d’Europa, il secondo del mondo.

Lille – vista sul faro dell’isola Vergine

Il cielo è cupo, una serie di piccole barche sono ammarate nella secca, l’odore salmastro ci dà la sveglia più del caffè mattutino, tutto molto affascinante, nel suo genere. Nel grigio del paesaggio, una creperie dalle pareti azzurre si impone con il nome di ‘Route des Phares’, marketing a colpo sicuro, ma è ancora tutto chiuso.

Cominciamo a camminare, il sentiero è segnalato da piccole etichette con una striscia bianca e una rossa, solitamente visibili, ma meglio avete una traccia da controllare ogni tanto. in questa prima tappa, si parte in costa poi si incontra il primo degli ‘aber’ ovvero l’Aber Wrac’h: il  punto d’arrivo è al di là della sponda, roba da 5 minuti con una barchetta, ma siamo qui per esplorare il territorio e il GR34 ci porta a percorrere entrambe le rive dell’insenatura. Incontriamo casette stupende, dalla tipica forma con tetto spiovente sormontate da rettangoli nel fronte e nel retro, ortensie ovunque. Il paesaggio ha un che di originale, siamo sull’oceano ma qui le acque sono tranquille perché riparate da isolette e incanalate in queste particolari insenature che ricordano un paesaggio fluviale. Giunti sulla sponda opposta arriviamo al paese Aber Wrac’h e dopo chilometri di nulla ci troviamo una parvenza di meta turistica: niente di caotico comunque, qualche spiaggetta di morbida sabbia ha fatto fiorire alcune strutture alberghiere, negozietti di souvenir e artigianato che in queste zone non sembrano molto frequenti. Cosi come non sono affatto frequenti i negozi di alimentari: la Francia ha una forte professionalità nella grande distribuzione ma in questi territori i piccoli supermercati o botteghe sono merce rara.  La nostra meta odierna è Landeda (un po’ oltre la conclusione ufficiale della tappa che è Aber Wrac’h) e facciamo pure il ‘giro largo’ per mantenerci in costa e lanciare ancora uno sguardo al  faro dell’isola Vergine. 

Pernottamento: ‘Landeda Casa’ prenotata su AirBnB, gestito dai gentilissimi Alain e Sam, una stanza molto carina e arredata con molta cura. Nei paraggi per cenare c’è un baracchino ambulante Atelier du Creplier che fa ottime crepes sia dolci che salate; eventualmente a 1,5 km c’è la pizzeria Oasis

TOT KM: 24km – Dislivello: 180m

GIORNO 2: Landeda – Tréglonou

Il mattino si parte sul sentiero in costa, si entra quasi subito nell’area protetta delle dune di Santa Margherita, alture di sabbia chiara e vegetazione dove il sentiero è comunque ben battuto. Incontriamo molti coniglietti selvatici che con i nostri rumori corrono nelle loro tane scavate nella duna. In pratica stiamo costeggiando il promontorio e alla fine ci ritroviamo poco distante dal punto di partenza e nei pressi del ‘Camping des Abers’ troviamo un piccolo market dove ci riforniamo per il pranzo, non incontreremo altro per tutta la giornata.

All’incontro con il Port du Vill inizia l’Aber Benoit che percorreremo in tutta la sua estensione. Incontriamo subito gli allevamenti – o come li chiamano qui – vivai di ostriche: distese di sacche a rete orizzontali poggiate su lunghe strutture in parte in acqua in parte fuori, indubbiamente la specialità di tutta la zona.

Il sentiero che segue l’aber si addentra nel bosco, non ci sono spiaggette o posti asciutti degni di una rilassante tappa pranzo e l’avvicinamento all’acqua è per lo più fangoso.

Vivai di ostriche

Il cammino della giornata si svolge su tutta la riva orientale dell’insenatura, e dopo circa 7km da Port du Vill, attraversiamo il ponte arriviamo alla nostra destinazione: Tréglonou. Non sarebbe neanche piccolo come paese o meglio dire ‘aggregato di case’, ma oltre ad una chiesa, al municipio, un bar tabacchi (chiuso) e il negozio/punto di ristoro Chez Nano non c’è nient’altro. Chez Nano diventa quindi la salvezza per la cena ma bisogna tener presente che è in pratica un negozio di prodotti bio che chiude alle 19, puoi mangiare lì o take away, al momento è fornito solo di empanadas e di una torta salata. Ci siamo chiesti come faccia a campare e soprattutto di cosa vivano gli abitanti di questo paese. Vero è che a soli 3 km c’è Lannilis, un centro più fornito: ci avevamo fatto un pensiero per raggiungerlo a piedi ma la strada è trafficata e quindi pericolosa per i pedoni.

Pernottamento: ‘Tréglonou B&B’ prenotato su AirBnB, ottima accoglienza da parte della signora Monique nonostante il problema della lingua, stanza molto spaziosa con bagno e salotto (pieno di giochi da vero collezionista) a disposizione. Ottima colazione con il pan brioche e le marmellate di produzione casalinga (fantastica quella al rabarbaro!).

TOT KM: 18km – Dislivello: 130m

GIORNO 3: Tréglonou – Portsall 

Oggi ci tocca l’altra sponda dell’aber, siamo sempre in un paesaggio boscoso e fluviale, non incontriamo pressoché nessuno se non un pescatore nei pressi di un tempietto di avvistamento.

Lungo l’Aber Benoit

Solo alla fine dell’aber arriviamo in un centro abitato, Saint Pabu fornito di supermercato Proxi. Il cammino segue poi la costa, con diverse spiagge, dune di sabbia chiara e vegetazione, i sentieri sono comunque abbastanza battuti. Il paesaggio è incantevole: l’oceano blu, la costa selvaggia, le immancabili ortensie. La poesia e la pace che qui si percepisce contrasta con i residui bellici della seconda guerra mondiale sparsi su buona parte della costa bretone. Incrociamo bunker, trincee, strutture di appostamento e tetraedri in cemento armato come strumenti di di difesa. Un bunker degno di nota è quello sulla spiaggia di Tréompan vicino a  Ploudalmézeau completamente coperto da toccanti murales che esprimono tutto l’orrore della guerra attraverso volti ‘alla Munch’ nelle loro urla di dolore.

Murales nel bunker sulla spiaggia di Tréompan

Arriviamo a Portsall, all’apparenza un paese più vitale di altri con un paio di ristoranti che però chiudono presto. C’è un carrefour market e anche una farmacia…tutta vita!

Pernottamento: ‘Ploudalmézeau: stanza’ prenotata su AirBnB, esattamente di fronte alla farmacia, è un affittacamere, tutto pulito e decoroso, con locale comune per la colazione, buona soluzione, la signora che gestisce molto carina e colazione abbondante.

TOT KM: 25km – Dislivello: 100m

GIORNO 4: Portsall – Lanildut

Ripartiamo salendo leggermente nei pressi del porto di Portsall per godere di un bel panorama, poi il percorso ci avvia verso la costa.

Portsall

Qui cominciamo a sentire il ruggito dell’oceano, finora si era presentato come un mare calmo, ora le correnti si incrociano, i flutti diventano onde rabbiose che si infrangono sui massi. Dopo un’oretta che camminiamo incontriamo la deliziosa chiesetta di St. Samson che riporta la pace nel paesaggio. Dalla costa scorgiamo un faro, ma ci risulta piccolo piccolo, è il Phare du Four, che si insinua – alla nostra vista –  tra le rocce nel mare.

Phare du Four

Attraversiamo i centri abitati di Argenton – che sfoggia pure un mercato e Porspoder, con tanto di chiesa e farmacia. Arriviamo fino a Lanildut, all’inizio del terzo e ultimo aber – l’Aber Ildut; il paesino offre un paio di ristoranti e il supermercato Utile. 

Pernottamento: ‘Lanildut stanza’ prenotata su AirBnB, una stanza nella casa di Florence e le sue figlie, accoglientemente caotica. Come indicato da Airbnb è permesso l’uso della loro cucina nella quale ci siamo scaldati la nostra cena acquistata al market; non c’è colazione.

TOT KM: 23km – Dislivello: 100m

GIORNO 5: Lanildut – Pointe de Corsen (oltre Lampaul Plouarzel)

Altro giro altro regalo, oggi ci spetta l’Aber Ildut, 5 chilometri su una sponda, 5 nell’altra e pensare che basterebbe un passaggio da un pescatore per essere in pochi minuti dall’altra parte. Questo è un cammino che mette a dura prova la forza di volontà a non fare i furbetti e a rimanere ligi al tracciato: al bando maps, siamo qui per esplorare il territorio, con calma e passo lento, con la voglia di scoprire e non di ‘arrivare prima’, qui il triangolo non è rettangolo e la somma dei cateti è molto ma molto maggiore dell’ipotenusa. Quindi..dopo due ore siamo, in linea d’aria, a meno di 500 metri dal punto di partenza, ma siamo stati in mezzo al verde, abbiamo incontrato un albero immenso addobbato con padelle, una villa che sembra un castello, qualche rovina  più o meno storica. La mente si è liberata e il pane della coscienza è stato guadagnato.

Siamo nella zona orgogliosamente chiamata ‘mer d’Iroise’ come riportano molti cartelli: scopro che Iroise significa irlandese, la rotta marina Francia-Irlanda e qui tante sono le similitudini con quel paese: la cultura celtica, il paesaggio, il meteo.

Finita la conquista dell’aber ci ritroviamo di nuovo sull’oceano, con le sue rocce e qualche spiaggia. A Lampaul-Plouarzel, poco prima di raggiungere il faro, come un miraggio (spoilerato da google maps) ci imbattiamo nel bar-ristoro all’aperto Le Porze che propone ostriche e taglieri di salumi e formaggi da gustare con vista mare.

Saliamo un po’ nell’entroterra per incontrare il faro di Trezien che, in tempi normali dovrebbe essere aperto alle visite (tutti i giorni a luglio e agosto e il martedi a giugno e settembre) ma purtroppo è in ristrutturazione. Ritorniamo in costa, raggiungiamo il Pointe de Corsen, il punto più occidentale della Francia continentale. Non paghi dei chilometri fatti ci spingiamo ancora un po’ oltre fino alla  Plage de Kerhornou per il meritato riposo.

Pernottamento: ‘Le Clos Pen Kear’ prenotato su Booking, una struttura molto accogliente di lodge immersi nel verde ognuno con proprio patio. Prezzo più alto della media trovato finora, stanze molto curate. L’uso cucina è molto utile, anche se le stoviglie potrebbero essere tenute meglio, a volte basta poco per dare maggior senso di pulizia. Nota molto  positiva: il gestore ci ha fatto trovare la colazione anche con partenza alle 6 del mattino.

TOT KM: 25km – Dislivello: 150m

GIORNO  6: Pointe de Corsen- Plougonvelin

Oggi accorpiamo due tappe in una, ecco perchè alle 6 siamo già in cammino. Diciamolo, non sarebbe necessario, perchè se da un lato i chilometri da percorrere  sono tanti (circa 30) dall’altro, in questo periodo, lo sono anche le ore di luce; in verità abbiamo la recondita speranza di incontrare i delfini al faro di Kermorvan e vorremmo tenerci il tempo per osservarli. Speranza andata in fumo, si scoprirà. Comunque  la giornata si prospetta spettacolare, meteorologicamente parlando la migliore, cielo limpido, luce incredibile di primo mattino. Il cammino è sempre in costa: un porticciolo con qualche barca in rada, costa selvaggia fino alla vista di Le Conquet. Qui entriamo nella penisola del faro di Kermorvan. Stranamente questa variante non sembra far parte della Route de Phares ma non si può proprio saltare, è un posto meraviglioso: si può prendere la strada che taglia la penisola o, ancora meglio, il sentiero costiero che segue tutto il perimetro. Noi optiwmo per il periplo, tenendo gli occhi fissi sull’oceano per individuare assenti delfini, ci affacciamo al forte de l’Ilette per poi raggiungere la punta dove troneggia il faro di Kermorvan : indubbiamente  un’esperienza da fare. I mammiferi più simpatici del sistema terracqueo non si sono fatti vedere ma la passeggiata è stata comunque grandiosa. Prossima tappa Le Conquet, che, in linea d’aria sembra a tiro ma bisogna camminare un po’ per raggiungere la passerella che conduce sull’altra sponda. Le Conquet è una cittadina fatta e finita, nonché centro turistico: negozi, bar, gelateria, ristoranti, supermercato, via dello struscio con tanto di addobbi, una vista rara (per fortuna direi) da queste parti, ma molto raccolta e graziosa. Ci aspettano ancora tanti chilometri, una tappa intera, quindi pronti via. Siamo di nuovo in costa, qualche altra foto alla penisola con il faro per un differente punto di vista, sempre gli occhi al mare che non si sa mai che Freewilly esca fuori. Prossimo traguardo: il faro di Saint Mathieu.

Il faro è davvero iconico, torre bianca e cima rossa, alto 37 metri, con le rovine di un’abbazia benedettina dell’XI secolo ai suoi piedi. E’ visitabile ma noi lo troviamo purtroppo chiuso (apertura dal 5 luglio al 31 agosto tutti i giorni, negli altri mesi sono qualche giorno a settimana). Alla visita del faro, con i suoi 163 gradini, è annesso anche un museo.  L’abbazia, a cielo aperto, è sempre visitabile e gratuita.

Il nostro cammino deve proseguire, mancano ancora circa 7km per Plougonvelin, e i paesaggi incredibili ci tengono un’ottima compagnia. Poco prima di Plougonvelin incontriamo il forte di Forte Bertheaume, che ha avuto i suoi momenti di gloria a fine ‘600 nella difesa versol ‘ invasione inglese. Oggi sembra essere diventato la scenografia di un parco avventura, tiriamo dritto e optiamo per il meritato relax di fine giornata alla Plage de Bertheaume, la prima vera spiaggia ‘affollata’ del nostro giro. 

Il paese di Plougonvelin è un centro turistico quindi i ristoranti non mancano. Ci sono anche un’ottima rosticceria e pasticceria.

Pernottamento: ‘Tipergwendiou’ prenotato con Booking, spaziosa camera con patio presso la casa di una famiglia, bagno indipendente, solo la doccia in comune con un altro ospite; gestore gentilissimo con un’attenzione davvero eccelsa e una colazione fantasmagorica preparata in casa, davvero indimenticabile. 

TOT KM: 30km – Dislivello: 250m

GIORNO  7: Plougonvelin- Faro di Portzic 

Eccoci all’ultima tappa, il nostro cammino è sempre in costa, qualche sali-scendi in più rispetto ai giorni precedenti e una deviazione per sentiero chiuso che vi fa allungare un pochino nell’entroterra. Dopo 1,5 h arriviamo al faro di Petit Minou, dapprima lo guardiamo un po’ in cagnesco confrontandolo con le foto trovate in rete, ci diciamo ‘no non è lui’ poi ahimè capiamo man mano che ci avviciniamo che è ‘impacchettato’ per la ristrutturazione. Mannaggia, se lo scopo del cammino dei fari fosse stato quello di far scorta di fari mi sa che ci saremmo rimasti male, ma per fortuna il paesaggio attorno ci ha regalato cosi tante emozioni da perdonare questo programma di ammodernamento e poca propensione alle aperture ai visitatori.

All’arrivo alla Plage de Sainte Anne il tour dei fari potrebbe finire, inutile camminare fino a Brest su strada, molti siti consigliano il bus n.2 (www.bibus.fr). Decidiamo di procedere per altri due chilometri in costa verso il faro di Portzic e di raggiungere poi la fermata dello stesso bus n.2 di Cosquer Direzione Port de Commerce fino a Kennedy Gares.

TOT KM: 21km – Dislivello: 290m

Termina cosi questo giro meraviglioso che ci ha catapultato nella natura più selvaggia, in ambienti prevalentemente non costruiti, lontano dal turismo di massa, dove si respira un’aria autentica e dove le onde dell’oceano sono l’unico rumore che ti accompagna.

 

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