SLOWINSKY: LE DUNE BIANCHE DELLA POLONIA

di Francesca Orioli
Aprile 2018

L’accostamento dei termini ‘dune di sabbia’ alla Polonia può sembrare un binomio mal assortito. Eppure sulle rive del Baltico c’è un paesaggio vi incanterà: è il Parco dello dello Slowinsky una distesa di cavalloni di sabbia bianca che si gettano nel blu mare. Un paesaggio inaspettato che contribuisce a scalfire tutti quei pregiudizi alla Kripstak e Petrektek che ci fanno immaginare la Polonia come un paese sui toni del grigio.

Lo Slowinsky è una riserva naturale patrimonio dell’Unesco, nella parte settentrionale del paese. E’ molto esteso ed ha due punti di ingresso: la cittadina di Leba, a 110 km a nord di Danzica, e Czolpino(altri 40 km da Leba). E’ aperto tutto l’anno:  da settembre a maggio l’ingresso è gratuito ma con servizi ed attività limitati, mentre in alta stagione si paga un ingresso di pochi zloty.

dal sito ufficiale https://slowinskipn.pl/en

Buona parte del parco abbraccia il Lago Lebsko e una delle aree più spettacolari è la lingua di terra che separa il lago dal mar Baltico. Qui è d’obbligo salire sulla Widma Lacka con i suoi 45 metri di altezza, una vera terrazza sul mare: una birra o un martini per l’aperitivo perfetto. Ad ovest del lago vi è l’altro ingresso, Czolpino: qui la sabbia è un po’ più grigia ma vista e paesaggio certo non deludono.

La nostra gita esplorativa inizia da Leba, qui c’è un centro informazioni che può consigliare i percorsi per esplorare il parco e, nei periodi di alta stagione, tutte le attività possibili (navigazione, percorsi educativi. Decidiamo di noleggiare le biciclette: solitamente il chiosco si trova all’ingresso del parco, a Rabka dove c’è il parcheggio per lasciare le auto –a pagamento in estate -(a 2,5 km da Leba) ma, essendo aprile quindi ‘fuori stagione’, il visitor center ci mette  in contatto con il noleggiatore e andiamo a recuperare i mezzi direttamente nel deposito di casa sua (sempre a Leba, a pochi passi).

Attraverso il bosco per raggiungere le duna

All’ingresso del parco staziona anche un trenino elettrico che fa la spola per accompagnare i visitatori all’inizio delle dune (informarsi per il servizio da settembre a maggio perché non è sempre attivo).

 Da Rabka alle prime dune si percorrono 5 km all’interno di un bel bosco (il sentiero è ben percorribile con le bici – prestare attenzione a qualche ranocchio vagante). Si seguono le indicazione per Widma Lacka e si arriva alle dune ‘mobili’ che in passato hanno sommerso la cittadina di Lacka e che ancora oggi continuano a ‘camminare’ mosse dal vento. Il percorso è ben segnalato e abbastanza obbligato, non ci si può sbagliare: qualche viewpoint vi permette di sbirciare in anteprima un po’ di paesaggio.

Alla base della duna Lacka lasciamo e bici e ci inerpichiamo a piedi sulla sabbia ripida. Il paesaggio è davvero incredibile e la bella giornata di sole rende tutto più spettacolare: forse la nomea di ‘sahara polacco’ è un po’ eccessiva ma il colpo d’occhio del bianco ondulato sul blu del mare ha il suo bel perché. Non è l’ora del tramonto ma ci possiamo accontentare.

 Passeggiamo tra l’effetto zebrato creato dalle parti più bagnate e più asciutte della  sabbia, lo sguardo si ferma sui boschi inghiottiti dalla sabbia e ci avviciniamo a toccare il  mare. Siamo sulla lingua di sabbia al di là del lago Lebsko.

Incontriamo un avventuriero in bicicletta: si potrebbe infatti percorrere tutta la striscia di sabbia che delimita il lago fino a raggiungere l’altra parte del parco al di là di Czolpino, ma in tal caso bisognerà prendere un’altra via  da Leba senza arrivare alla duna Lacka, per evitare di caricarsi in spalla la bici nel valicare le dune.

In bici lungo la lingua di sabbia tra il lago e il mare

Nel rientrare verso il parcheggio di Rabka ci soffermiamo nel viewpoint che dà sul lago interno, poi riportiamo le bici al deposito e riprendiamo la macchina per raggiungere Czolpino e visitare la seconda parte del parco. La strada è un po’ lunga e alcuni lavori in corso ci fanno perdere un po’ di tempo.

Questa zona del parco l’abbiamo trovata ancora più deserta, del resto è un mercoledi di metà aprile e non ci si può aspettare molto altro: visitor center assolutamente chiuso, ma ci viene in aiuto un cartello esplicativo al parcheggio di Czolpino che ci suggerisce un percorso ad anello di 8 km per perlustrare la zona.

Partiamo quindi per la nostra passeggiata, saliamo verso il faro e proseguiamo seguendo una freccia azzurra che indica Morze Baltycke, il mar Baltico.

 Sempre seguendo le bandierine bianco-azzurre arriviamo al mare, camminiamo verso destra godendoci il lungomare e il sole di primavera. Qui le indicazioni si perdono ma individuiamo in lontananza (ma con difficoltà – forse perché stiamo percorrendo il giro al contrario rispetto a come è probabilmente pensato) dei cartelli in legno (due pali verticali ed uno orizzontale) un po’ più all’interno, per la duna Colpina. Continuiamo a camminare piacevolmente mentre la luce del tramonto regala nuovi chiaroscuri alle nostre foto e ai nostri occhi.

Sulla duna Czolpina

Saliamo e scendiamo dalle onde di sabbia, ora i cartelli ritornano ad essere eloquenti e diventano bianchi e rossi (evidentemente sono percorsi diversi che noi abbiamo mixato), ci sono anche corde che aiutano a tenere la strada e ricordano di non superare il limite per non danneggiare la vegetazione. Finita la sabbia la passeggiata prosegue attraverso il bosco fino a ritornare al parcheggio. Per tutto il giro ad anello d 8 km si impiegano circa 2 ore.

Felici del bel paesaggio e della bella giornata rientriamo verso Danzica per proseguire la nostra vacanza alla scoperta di un paese che ci ha stupitomeravigliato e piacevolmente impressionato.

Per tutte le informazioni il sito ufficiale è: https://slowinskipn.pl/en/

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