LAS VEGAS: UNA NOTTE AL VENETIAN

di Francesca Orioli
AGOSTO 2017

Anche i puristi della natura che, in giro per gli States, stanno visitando i parchi dell’ovest e i seguaci dei principi più etici dovranno accantonare per un giorno i loro valori e visitare Las Vegas, la città più assurda che esista.

E se volete farla grossa, prenotate una notte al Venetian. Già, perché sarà imponente il Caesar Palace, elegante il Bellagio scintillante il Paris e monumentale il New York New York ..ma il Venetian è una spanna avanti.
Non c’è storia, anche se finta.

Il Leone e San Todaro

Non manca il Ponte di Rialto, che attraversa il traffico del boulevard: all’interno una scala mobile a dorso di mulo traghetta i pedoni dal casino al casinò. A fianco l’immancabile campanile di San Marco e sotto comincia la laguna con acqua vera, gondole vere e gondolieri con maglia a righe rosse e bianche che cantano ‘O sole mio’, un po’ meno veri. La laguna prosegue all’interno e lo spettacolo si moltiplica: un cielo azzurro-paradiso con le nuvole sovrasta l’intera città ricostruita. Piazza San Marco è lastricata dal pavè ad effetto bagnato, tempestata di romantici lampioni ma libera dai piccioni. Il Gran Canal Shopper è lo struscio del lusso, anche se il gusto è discutibile, ristoranti, truccatrici, massaggiatrici a gogo. All’angolo anche un lustrascarpe retrò, che nella vera Venezia può essere solo una statua-umana appostata per recuperare qualche spicciolo. Le maniglie dei portoni di ingresso sono code di gondole. Tre teatri non fanno una Fenice ma lo spettacolo può sicuramente cominciare. Manca però basilica, forse per un minimo di pudore in questa città di perdizione?

Giro in gondola

L’area casinò invece è banale come in tutti gli altri alberghi: una distesa di luci e slot. L’unica area ‘no photo’, la meno stupefacente.

Tutto questo tripudio è visibile tranquillamente anche dal visitatore che non pernotta qui. Gli ospiti hanno accesso al “Palazzo”: lunghi corridoi in finto neoclassico, oro, stucchi, lampadari, moquette blu brillante. Le stanze sono enormi: la nostra, sicuramente tra le più economiche, ha anche il salotto e il tavolo da pranzo. Il pezzo forte è il bagno: porta a due ante da cui ti immagini uscire la dama in vestito di broccato, tappezzeria di specchi, oro ai massimi livelli, accessori con la zampa del leone. Vasca, doccia, petineuse, wc separato. Niente bidet, del resto siamo pur sempre  in America.

Il letto tutto sommato è di dimensioni normali, in fondo la nostra era sicuramente una stanza da barboni. Frigobar a prezzi improponibili, niente kit per il caffè americano per non abbassarsi al livello dei motel. Il tutto prenotato su booking per circa 170 dollari.
Un piccolo lusso per essere parte dello show.

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