GIAPPONE: LA SACRALITA’ DEL KOYASAN

di Francesca Orioli
Agosto 2016

Trascorrere qualche giorno nella penisola di Kii, a sud di Osaka, è il miglior modo per toccare l’anima mistica del Giappone, ripercorrere gli antichi rituali scintoisti e farsi avvolgere dall’atmosfera ancestrale che regna in questi luoghi immersi nei boschi e circondati dalle montagne.

Una tappa da non perdere è il Koyasan, o Monte Koya, un luogo magico. Un concentrato di templi, tra cui il Kongobu-ji con le porte scorrevoli splendidamente dipinte che raccontano la storia del buddismo esoterico e il Dai Garan, molto scenografico sia all’esterno con il suo colore arancione acceso sia all’interno con le raffinate colonne decorate con i colori pastello. Merita una passeggiata il mausoleo di Tokugawa, un’elegante costruzione in legno abilmente intarsiato.

Ma ciò che impressiona maggiormente è il complesso cimiteriale di Okunoin: una distesa infinita di tombe e monumenti funerari racchiusi in un bosco di cedri e ricoperti di muschio, in un percorso che, partendo da un simbolico ponte in legno, conduce al mausoleo di Kobo Daishi, fondatore nel IX secolo della scuola buddista di Shingon. Irrinunciabile la passeggiata notturna (in agosto alle 19.30-20.00 ovvero dopo cena, è già buio), in un silenzio surreale; le lanterne accese lungo tutto il percorso lo rendono un luogo estremamente suggestivo. Ripetete la passeggiata anche di giorno, non ve ne pentirete.

In un angolo di mondo così memorabile come il Koyasan, vale la pena concedersi un pernottamento ‘magico’: numerosi sono i monasteri che ospitano turisti e viandanti nelle loro foresterie. Ma non aspettatevi un costo ‘simbolico’, la pecunia si fa valere sull’anima, non illudetevi. Qui si sperimenta il trattamento tipico del ryokan: stanze tradizionali giapponesi con porte scorrevoli, pavimento di tatami e letto futon, bagni in comune ma con vasca termale (onsen) per rilassarsi, kimono in dotazione da indossare per la cena. Ogni aspetto è estremamente curato. Noi abbiamo pernottato al Shojoshin-in, prenotato tramite il sito ufficiale www.japaneseguesthouse.jp. Il costo medio di questo tipo di ospitalità si aggira attorno 100 euro a testa, cena e colazione rigorosamente vegane e in quantità morigerate, con sapori sconosciuti ma molto apprezzati. Punto di forza dello Shojoshin-in è la sua vicinanza all’ingresso del complesso cimiteriale.

Come ospiti del monastero siamo invitati a partecipare alla cerimonia di preghiera delle 6.30 del mattino. I 40 minuti di litania dei tre monaci all’unisono in perfetta armonia con l’ambiente conciliano il nostro risveglio graduale. Sebbene un po’ noiosa per la ripetitività e la lunghezza é un’esperienza toccante.

La nostra stanza al monastero Shojoshin-in

Per arrivare al Koyasan conviene prendere il treno da Osaka diretto a Gokurakubashi (con qualche cambio a Hashimoto-Wakayama e/o Shinimamiya – per consultare l’orario dei treni http://www.hyperdia.com/en/) poi si prende la funicolare che porta in cima all’altopiano. Nell’ultimo tratto in treno e lungo il percorso della funicolare si rimane estasiati dalle brillanti sfumature di verde del paesaggio. Arrivati in cima al Monte Koya si prende un autobus che in circa 15-20 minuti porta al centro del paese. Appena fuori dalla stazione, al banco delle informazioni o all’autista del bus, riferite in quale struttura avete prenotato: vi verrà fornita una cartina con i numeri delle fermate e vi verrà indicata la vostra.

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