AUSTRALIA: PASSEGGIATA TRA I MONTI OLGAS

di Francesca Orioli
Agosto 2011

Nel cuore rosso dell’Australia, a circa 50 km dal suggestivo Uluru-Ayes Rock, si trova una curiosa formazione rocciosa: Kata Tjuta, conosciuta anche come Monti Olgas. Il nome originale in lingua aborigena significa ‘molte teste’ e dà perfettamente l’idea della conformazione: 36 cupole di un rosso acceso che, come l’Ayes Rock, assumono sfumature dall’ocra al ruggine al viola a seconda della luce.

L’area protetta che include sia il più famoso monolite del mondo che le teste rotolanti è Uluru-Kata Tjuta National Park ed è gestito dalle popolazioni aborigene Anangu. L’ingresso al parco costa 25 dollari australiani e il pass è valido per tre giorni. Vale la pena fare una sosta al Cultural Center situato a 13 km da Uluru, per avvicinarsi alla cultura Anangu ed entrare nello spirito della ‘Tjukurpa Law’, le credenze sull’origine del mondo per le popolazioni aborigene che rendono ancora più intrise di mistero e di energia le formazioni rocciose in questo angolo di mondo. I più pazienti e coraggiosi possono immergersi nella lettura de ‘Le vie dei canti’ di Chatwin, io onestamente non sono riuscita ad arrivare in fondo.

Lungo la strada che dal visitor center si avvicina alle cupole c’è il ‘Dune viewpoint’ che all’alba, ma anche al tramonto, regala immagini memorabili. Le teste sono visibili in lontananza anche dall’Ayes Rock, mentre si fotografa dal retro il monolite più mistico del mondo.

Le ‘teste’, la cui formazione geologica sembrerebbe essere simile a quella di Uluru, ma con vicende misteriose che ne avrebbero portato lo smembramento, sono anch’esse considerate area sacra per le popolazioni aborigene, quindi nel rispetto delle loro credenze, non devono essere scalate, proprio come Uluru. La ‘Tjukurpa law’ dice che ‘non è la cosa giusta da fare’.

Per ammirarle da vicino sono stati battuti alcuni sentieri, adatti a tutte le gambe. Non uscire dal tracciato diventa quindi in quest’area non solo un rispetto per la natura, per non ostacolare la crescita della vegetazione, ma anche rispetto della cultura aborigena: non si fa, punto.

Ecco i sentieri riportati sul sito ufficiale del parco (https://parksaustralia.gov.au/uluru/):

WALPA GORGE WALK, una camminata di 2,6 km (in totale tra andata e ritorno) di circa 1h

VALLEY OF THE WIND che comprende tre diversi sentieri:

  • Karu lookout 2,2 km totali, circa 1h
  • Karingana lookout 5,4 km totali, circa 2h 30min
  • Full circuit walk 7,4 km totali, circa 4 ore

 

Noi abbiamo percorso il circuito completo, quello da 7,4 km mettendoci circa 3 ore, il giro non è particolarmente difficile, si consideri che la cupola più alta (appunto il Monte Olgas che dà il nome a tutto il complesso) è di 545 metri, e comunque si rimane in basso. Buone scarpe e scorta d’acqua saranno sufficienti. Era agosto, quindi inverno, tutto il gruppo era in maglietta a maniche corte. Le toilettes non sono all’inizio del percorso ma al Sunset Viewpoint, prima del bivio tra Walpa Gorge Walk e Valley of the wind . Da considerare che l’uscita dal parco dista circa 45 minuti, nei pressi del Cultural Center, è necessario tenerne conto per arrivare in tempo all’orario di chiusura.

I paesaggi sono mozzafiato: il rosso delle rocce che si innalza dal giallo paglia del secco bush e da cespugli sempreverdi creano un contrasto scenografico incredibile con il blu cobalto del cielo. Le formazioni sono davvero bizzarre, si ha l’impressione di camminare in mezzo a veri e propri panettoni. La superficie rugosa sfoggia buchi e in alcuni punti profonde lacerazioni che ne accrescono il mistero. La pace che regna tra queste accresce il misticismo e rende il luogo ancora più suggestivo. Da non perdere.

 

GALLERY

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