TRENINO ROSSO DEL BERNINA: E’ SEMPRE BELLO IL TRENO

di Francesca Orioli
Marzo 2017

‘Oggi è sabato, vieni a vedere lo spettacolo?’

Il weekend a tu per tu con il trenino rosso del Bernina comincia, in realtà, un venerdi sera di metà marzo: ritrovo a Tirano per essere pronti al mattino successivo sui binari della ferrovia retica, con il biglietto giornaliero Tirano-St Moritz a/r in mano, gli orari delle fermate, la scorta di panini e un entusiasmo da gita scolastica.

Ci sono molte soste lungo il percorso: all’andata decidiamo di tirare dritto fino a a St. Moritz così intanto valutiamo in quali fermate scendere nel tragitto di ritorno. Optiamo per le carrozze normali anziché le panoramiche, sia per non essere vincolati ad un particolare orario (in quanto vanno prenotate) sia perché i ‘finestrini panoramici’ che toccano il tetto della carrozza non si possono aprire, e la cosa indispone non poco gli apprendisti fotografi.

La giornata è meravigliosa. Il cielo blu intenso si scontra con il giallo paglia delle prime fermate a 700-1000 metri di altitudine, si riflette nel Lago di Poschiavo e dà spettacolo tra la neve e i ghiacciai che si ergono dall’Alp Grum, dall’Ospizio Bernina e dal Diavolezza.

La comitiva è euforica, i fissati dello scatto selvaggio vagano da un finestrino all’altro in cerca dell’inquadratura perfetta, che comprenda coda del treno e paesaggio, per la miglior foto in bianco rosso e blu.

Dopo un paio di ore di meraviglie arriviamo a St. Moritz. Qui l’incantesimo si mette un attimo in pausa: cittadina senza anima in cui l’attività più interessante è contare gli zeri sui cartellini nelle vetrine. Rimaniano poco tempo nel tripudio dello snob, dopo due passi in centro e quattro lungo il lago ghiacciato riprendiamo il treno sulla via del ritorno.

Decidiamo di dedicare più tempo a qualche sosta tra i monti. Facciamo tappa a Morteratsch dove rimaniamo un’oretta (fino al treno successivo) facendo una piccola passeggiata e pic nic. Poi scendiamo all’Alp Grum dove ci accontentiamo di due passi nei dintorni: non è possibile infatti costeggiare il Lago Bianco e il Lago Nero che si estendono per 8 km dall’Alp Grum all’Ospizio Bernina: come ci aveva anticipato l’Ente del Turismo della Val Poschiavo , che avevo contattato qualche giorno prima di partire, il pericolo è troppo alto e sono sconsigliate anche le ciaspole. Ma non ce ne crucciamo, è tutto troppo bello anche così.

All’Alp Grum, alla visuale galattica si aggiunge anche un curioso incrocio di binari che arrivano da un livello altimetrico più basso quindi ci piazziamo come il ragazzo di campagna e i suoi compaesani, aspettiamo il convoglio che arriva in senso contrario per fare qualche scatto di contesto.

Risaliamo di nuovo sul mezzo e scendiamo a Le Prese. Qui, a 1000 metri di altitudine, la neve non c’è più e ci concediamo una passeggiata lungo il lago fino alla fermata successiva (Miralago) dove risaliamo sul treno per ritornare a Tirano.

Soddisfatti della splendida giornata e con i ‘pomini’ rossi alla Heidi ci prepariamo per una sostanziosa cena e concludiamo felici e rotolanti la nostra intensa giornata. Ma il week end non è finito: la domenica ci concediamo un giretto a piedi per Tirano, visitiamo la decoratissima Basilica della Madonna di Tirano, saliamo sulla collinetta appena sopra per ammirare il panorama dall’alto e…sempre con l’orario dei treni in mano, aspettiamo il convoglio in arrivo per immortalare le carrozze rosse davanti all’abside della basilica.

‘Il treno è sempre il treno, dovrebbero farlo passare più spesso…ma poi ci si abitua e non ci si diverte più’.

Riferimenti e consigli:

Pernottamento: ostello/B&B Il Seicento, a Serchio a pochissimi chilometri da Tirano. Il posto è consigliatissimo: struttura d’epoca tutta ristrutturata, gestore di una gentilezza e disponibilità incredibile, colazione super. Particolarmente adatto anche per i gruppi: noi eravamo in 11, ci hanno dato 3 mini-appartamenti (neanche tanto mini) dotati di cucina e una spaziosa camera con letti singoli.

Cibo: per il pranzo di sabato ci siamo portati i panini perché in Svizzera è tutto più caro. Cena al sabato sera alla Locanda di Giovanna a Mazzo di Valtellina: antipasti di salumi e verdure in agrodolce già sul tavolo quando siamo arrivati, pizzoccheri fenomenali in porzioni abbondanti, sciatt, qualche secondo da dividere (spiedone di carne spettacolare), sorbetto al braulio o torte, acqua vino della casa, genepi offerto tutto 25 euro a testa. Siamo usciti rotolando, La domenica abbiamo pranzato all’Antica Osteria dell’Angelo a Tirano che propone cucina tipica sicuramente un po’ più ricercata con prezzi più alti ma comunque ottima.

Il biglietto giornaliero Tirano-St. Moritz costa 58 euro (prezzo 2017) e consente di scendere e risalire tutte le volte che si vuole nel corso della giornata. Può essere acquistato direttamente in stazione, on line su www.treninorosso.it, nella sezione a destra ‘biglietteria’ oppure scrivendo una mail all’agenzia. Sono previsti sconti per i gruppi superiori a 10 persone (scrivere all’agenzia). I cani sono ammessi, se di piccola taglia non pagano il biglietto, altrimenti pagano circa il 50% del biglietto intero. Dal sito si possono scaricare gli orari per una migliore organizzazione.

Da tenere presente che alcune fermate sono ‘a richiesta’ quindi è necessario premere il pulsante per richiedere la tappa.

Molto utile per l’organizzazione, soprattutto se si vuole pernottare lungo il percorso, è il sito www.valposchiavo.ch/it/ l’Ente risponde, in italiano, anche alla mail indicata nel sito, in modo molto efficiente e gentile.

Da tenere presente che già alla seconda fermata del percorso si è in territorio svizzero, non dimenticare i documenti di identità per eventuali controlli.

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