TOKYO/L’ASTA DEL TONNO A TSUKIJI: TRASFERIMENTO POSTICIPATO

di Francesca Orioli
Agosto 2016

Assistere all’asta del tonno al mercato del pesce Tsukiji di Tokyo sarà ancora possibile per qualche tempo. Il trasferimento in una sede più grande, già previsto a fine 2016 è stato posticipato all’autunno del 2018.

Nel corso del nostro viaggio in Giappone abbiamo deciso di prendervi parte. L’asta si svolge, almeno in agosto, alle 5.30 del mattino (per i giorni di chiusura, consultare il sito http://www.tsukiji-market.or.jp/tukiji_e.htm), ma è necessario mettersi in coda molto prima per avere la certezza di entrare, in quanto i posti sono limitati. Visto che la metropolitana di notte non circola e il taxi dal nostro albergo aveva un certo costo, abbiamo pensato di avvicinarci in zona Tsukiji verso mezzanotte e mezza con tanto di provviste per un pic nic notturno. Una decina di persone, soprattutto italiani, devono averla pensata come noi ed erano già in coda. La registrazione al Fish Information Center comincia alle 2.15, ci danno un giacchetto catarifrangente giallo e ci stipano in una stanza, divisa in due da un nastro. Ben presto arriviamo ad essere in 60 alla sinistra del nastro separatore: noi saremo il primo gruppo ad entrare. Si popola anche la seconda parte dello stanzone, lì gli avventori hanno il giacchetto blu elettrico, ed entreranno 20 minuti dopo di noi. Ci accatastiamo lì tutta la notte, gli uni attaccati agli altri, le gambe di uno infilate dietro la testa dei due sconosciuti a fianco: una scena che ti aspetti alla stazione di Mumbai non nel perfettino Giappone. Alle 4 c’è una piccola lezione in inglese sui ‘tagli’ del tonno, le parti più pregiate e quelle meno. Un diversivo interessante. Alle 5.15 finalmente ci mettono in fila per entrare: si attraversano i capannoni, mentre velocissimi muletti scorrazzano come laboriosi insetti.

Si entra: il nostro punto di osservazione è in una passerella al centro del capannone: i venditori che espongono i loro bestioni interi congelati con la coda tranciata, tutti disposti rigorosamente in fila, i potenziali compratori scrutano le carni dotati di uncino e torcia, annotano, contrattano, fanno gesti con le mani per indicare l’offerta. Voci alte, urla, chi offre di più, sinceramente mi aspettavo più clamore. Foto a raffica, 20 minuti e lo show è finito. Inutile dire che è stato abbastanza stancante, soprattutto se l’intenzione per il giorno successivo è quella di continuare a fare il turista. Ammetto che mi aspettavo qualcosa in più, più caciara, più teatro. Comunque è un’esperienza che rifarei.

Incentivo imprescindibile è la meritata ‘colazione’: sushi freschissimo alle 6 del mattino in uno dei ristorantini del mercato del pesce. Noi ci siamo infilati in quello che aveva più coda (Daiwa Sushi) per la legge empirica che decreta i migliori, ne abbiamo fatta per quasi un’oretta, euro 35 per un piatto di una decina di pezzi, ma tutto di altissima qualità e la quantità di pesce sul riso non è paragonabile minimamente ai nostri all you can eat. Assolutamente TOP.

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