GIAPPONE IN AGOSTO IN 3 SETTIMANE

di Francesca Orioli
Agosto 2016

Tre settimane nel Paese del Sol Levante, toccando sia le mete più conosciute che qualche percorso un po’ meno frequentato dai turisti occidentali: Tokyo,  salita al Fuji, Kyoto, Nara, Koyasan, Kumano Kodo, Himeji, Hiroshima.

Periodo: Agosto non sarà sicuramente il periodo migliore per visitare il Giappone, fa molto caldo, non c’è la fioritura dei ciliegi e non ci sono i colori dell’autunno nei giardini, ma è ugualmente un paese magico che ci ha affascinato enormemente.

Ecco le tappe del nostro viaggio – in fondo alcuni consigli su treni e bus notturni:

1° GIORNO – TOKYO

Quartiere Asakusa, zona molto caratteristica e folkloristica, si vedono passeggiare per le vie diverse persone in abiti tradizionali, tempio Sanso.

Tokyo tempio Senso Asakusa

Passeggiata al parco Ueno tra le immense distese di fior di loto che si stagliano fra i grattacieli, e visita al quartiere Yanaka che dà subito l’immagine della Tokyo che non ti aspetti: un po’ hippy, cibo e musica per strada, pali della luce con fili pendenti, insomma non è proprio il Giappone che si ha in mente.

Pernottamento Hotel Unizo Inn nel quartiere Asakusa. Assolutamente consigliato, sia l’albergo in sé che la zona: se tornerò a Tokyo lo sceglierò di nuovo.

Tokyo parco Ueno

2° GIORNO – NIKKO/TOKYO

La stazione di Asakusa è comodissima per arrivare a Nikko, un paio d’ore con il Limited Express o due ore mezza con il Local senza supplemento. I complessi di templi da visitare sono indicati da tutte le guide: il santuario di Tosho-gu con le famose scimmiette, il Futurasan-jinja e il Rinno-ji . Quest’ultimo era oggetto di restauro ma comunque visitabile: curioso il ‘cantiere’, ovvero un’immensa struttura che ingloba l’intero tempio in ristutturazione: da noi un lavoro cosi renderebbe i restauri ancora più infiniti.

Per la visita di Nikko se possibile evitate i weekend.

Nikko

Rientro a Tokyo e passeggiata nel quartiere hippy di Shimo Kitazawa, quello descritto da Banana Yoshimoto in ‘Moshi Moshi’. Gustiamo dei buonissimi ed economici ramen al curry, tanto per creare un po’ di commistione di culture.

E poi ci aspetta il nottatone!

3° GIORNO – TOKYO

Nottata al Mercato del Pesce di Tsukiji per assistere all’asta del tonno – leggi l’articolo QUI

Poi un po’ sbalestrati dalla nottataccia proseguiamo la visita della città: zona della stazione di Tokyo e palazzo imperiale, Kitanomaru-koen, giardino della villa imperiale. Un po’ di riposo e serata nel marasma di Shibuya: portate il cavalletto per l’immancabile foto all’incrocio più affollato del mondo.

Shibuya incrocio più trafficato al mondo

4° GIORNO – KAMAKURA

Escursione giornaliera a Kamakura, meno di un’ora con il treno local a sud di Tokyo. Tutti i templi da visitare sono tra le stazioni Kita-Kamakura e Kamakura. Noi siamo scesi a Kita, abbiamo proseguito a piedi fino a Kamakura visitando i templi Engaku-ji, Toke-ji, Jochi-ji, Kencho-ji, Enno-ji. Arrivando abbastanza presto il primo tempio della giornata ce lo siamo goduti nella pace e nel silenzio, ma ben presto la folla è arrivata. Per raggiungere il Grande Buddha (Daibutsu) abbiamo preso il bus dalla stazione di Kamakura e da li siamo ritornati a piedi a Kita Kamakura attraverso un sentiero di circa 3km (Sentiero del Daibutsu). Se non si ha intenzione di camminare con il caldo meglio scendere alla stazione di Kamakura e muoversi con gli autobus per i vari templi, al centro informazioni forniscono cartine chiare.

Kamakura Daibutsu – Il Grande Buddha

Rientro nel tardo pomeriggio a Tokyo, tappa al tempio Zojo (sotto una specie di tour Eiffel rossa – non perdete lì vicino, la distesa di statuine con i cappellini all’uncinetto e le girandole) e passeggiata serale nel quartiere Rappongi.

5° GIORNO – SALITA AL FUJI

Lasciamo le valigie alla reception dell’albergo Unizo Inn e partiamo per il Monte Fuji, con scarpe da trekking e zaino per la salita al Monte Fuji.

Informazioni pratiche e suggerimenti QUI

L’alba in cima al monte Fuji

6° GIORNO –FUJI/TOKYO

Dopo la fantastica escursione sul monte più sacro del Sol Levante rientriamo a Tokyo. Una bella ripulita e dopocena a andiamo a sbirciare nel quartiere a luci rosse Kabukicho, con le sue tendine vedo-non-vedo e quel gusto bambolina/eroina dei manga perverso e discutibile.

Tokyo quartiere a luci rosse Kabukicho

7° GIORNO – TOKYO

Giornata a zonzo tra giardini, templi e negozi di stupidate (che potremmo definire impropriamente ‘americanate’, ma anche qui se la cavano bene). Tra i giardini, il Karakouen è uno di quelli che più ci ha affascinato, con il suo ponte della luna e il lago delle tartarughe. Giro interessante nel quartiere Kagurazaka (consigliatissimi i ramen di Kukuri indicato nella Lonely). Passeggiata nel quartiere chic di Harajuku (Omote Sando è la Montenapoleone giapponese). Serata alla Baia di Tokyo ad ammirare…la statua della libertà tarocca. La vista dal treno è fantastica, con tutte le luci che sembrano galleggiare sull’acqua, posto molto ‘in’ (infatti pieno di italiani), foto notturne da urlo.

La baia di Tokyo

8° GIORNO – TOKYO

Saliamo in cima allo Sky Tree per avere la città ai nostri piedi. Tappa al tempio dei ronin suicidi, al quartiere Shunjuku con il suo agglomerato di palazzi moderni del Metropolitan Government Office e le sculture di Roy Lichtenstein. Torniamo a Shibuya e alla Love Hill per vederle anche di giorno, tappa pranzo nel centro commerciale della stazione della metro al Sushi-no-Midori consigliato dalla Lonely (ottimo sushi a prezzi onesti, c’è almeno un’ora di coda). Di nuovo un giro per l’affascinante quartiere di Asakusa e in serata pullman notturno dalla stazione di Ikebukuro per Kyoto (prenotato dal sito www.willerexpress.com).

Tokyo Metropolitan Government Office

9° GIORNO – KYOTO

Se anche voi sarete bombardati dai consigli di visitare Kyoto in bicicletta sappiate che in agosto è una pessima idea. Il caldo qui è molto più soffocante che a Tokyo e per la zona di templi Higashiyama sud che avevamo deciso di visitare per prima non è assolutamente funzionale, anzi ci era d’impiccio. Per i giorni successivi prenderemo il biglietto giornaliero degli autobus a 500 Yen (la sosta in autobus consentirà anche di rinfrescarsi un po’ con l’aria condizionata!). Visitiamo: Kiyomizu-dera, il Kodai-ji, il Shoren-in, il Chion-in e l’eccezionale e assolutamente imperdibile Sanjusangen-do che contiene 1001 statue di una raffigurazione del Buddha, 500 a destra e 500 a sinistra della statua principale. Come in molti templi, anche in questo all’interno è vietatissimo fotografare. Serata al quartiere Gion: dalla via principale trafficata piena di negozietti, ristoranti carissimi e turisti, si diramano viette strette e tranquille illuminate solo dalle lanterne delle casette in legno basse.

Pernottamento: Shori-an che è più che altro un ostello che ha anche camere doppie ma comunque bagni in comune,. Pulito e tranquillo, 1,2 km dalla stazione.

Kyoto pagoda nel complesso di Kiyomizu-dera

10° GIORNO – KYOTO

Il tempio Honen-in situato a pochi passi dal Padiglione d’Argento apre all’alba e ne approfittiamo per godercelo in santa pace. Tutta la poesia si perde appena arrivati davanti al Padiglione d’Argento, alle 8.15 (apertura prevista per le 8.30) dove una bella folla attende all’ingresso. Ci inoltriamo nel sentiero Daimonji-yama che parte da dietro il tempio, descritto come una delle passeggiate più meritevoli: indubbiamente bello e immerso nel bosco, ma il caldo umidissimo ci ha stremati. Poi sinceramente la vista della città che si vede dalla cima della collina non è proprio niente di che: Kyoto ha templi e angoli bellissimi, ma la città nel suo complesso non è molto scenografica.

Merita molto invece il sentiero della filosofia, completamente in piano che costeggia il fiume e che parte (o finisce) sempre nei pressi del Padiglione d’Argento.

Poi prendiamo l’autobus fino al Daitokuji, un agglomerato di templi immersi nel verde (visitandoli solo da fuori). Poi verso il Padiglione d’Oro. Sinceramente temevo si rivelasse una delusione, forse un po’ condizionata dalla sensazione iniziale del protagonista del libro di Yukio Mishima (Il Padiglione d’Oro), invece non delude affatto…il riflesso zecchino che emerge dall’acqua è una gioia per gli occhi. Per le orecchie purtroppo l’atmosfera da sagra di paese per la quantità di gente è una sensazione un po’ meno piacevoleLa giornata a suon di templi non è finita, ci spariamo anche il Rock Garden del Ryoan-ji.

La sera usciamo per la festa dell’Obon, la festa degli antenati, durante la quale vengono accesi i falò nelle cinque colline che circondano Kyoto, falò che riprendono ideogrammi della scrittura cinese adottati nella lingua giapponese. Ma la serata si trasforma in un piccolo incubo perché diluvia e i falò si possono solo immaginare.

Kyoto Padiglione Oro

11° GIORNO – KYOTO

Visita Fushimi Inari Taisha, quello dagli infiniti torii arancioni che si inerpicano sulla collina. Semplicemente meraviglioso. Vale la pena fare lo sforzo di prendere il treno presto al mattino in modo da potersi godere la passeggiata sotto i torii senza confusione e fare foto senza la calca. Nel pomeriggio andiamo al bosco di bambù. Ci si arriva in autobus, viaggio compreso nel biglietto giornaliero. All’inizio il bosco delude un po’, poi però quando ci si addentra la visuale migliora anche se le aspettative forse erano troppo alte e l’ammasso di gente fa perdere un po’ di poesia.

Kyoto Bosco bambù
Kyoto Fushimi Inari Taisha

Serata a teatro nel quartiere di Gion per uno spettacolo sulle tradizioni giapponesi: la cerimonia del tè, l’ikebana, le danze delle geishe e maiko, dimostrazioni di kabuki. Performance un po’ didascaliche e per per turisti però se si vuole un accenno di danze tradizionali senza sorbirsele per due ore può essere una buona scelta.

Pernottamento: pure rimanendo a Kyoto ci spostiamo al Capsule Hotel Nine Hours per provare l’emozione. Dalle foto di booking ci sembrava avveniristico, dal vivo lo è un po’ meno ma l’esperienza dei capsule è assolutamente da provare.

12° GIORNO – NARA

Trasferimento a Nara, piacevole cittadina piena di cervi liberi e mansueti che girano ovunque. Visita al tempio Todaj, l’edificio in legno più grande al mondo che contiene il Daibutsu-den la statua del Grande Buddha. Non tralasciate la passeggiata tra i templi minori (tra cui il tempio Kasuga e il vialetto dalle mille o più lanterne), piacevolissima e poco affollata. Passeggiate per il parco (Nara-koen) e visita al giardino Isui-en, dove si vede bene la mano dell’architetto nell’organizzazione degli spazi.

Pernottamento: Airbnb ‘Right behind Nara Park’ (così definito sul sito): Piccolo monolocale raccolto, pulito, lavatrice a gettoni nel piano del condominio.

Nara pagoda nel parco Nara Koen

13° GIORNO – KOYSAN

Comincia l’esplorazione della penisola di Kii, a sud dell’isola Kansai . La nostra prima meta è Koyasan un luogo magico e imperdibile.

Pernottamento al monastero Shojoshin-in, esperienza da ryokan ma costosa

Informazioni pratiche e suggerimenti su Koyasan e monastero Shojoshin-in QUI

Koyasan Cimitero Okunoin

14° GIORNO – KOYSAN/VERSO IL KUMANO KODO

Come ospiti del monastero siamo invitati a partecipare alla cerimonia di preghiera delle 6.30 del mattino. I 40 minuti di litania dei tre monaci all’unisono e in perfetta armonia conciliano il nostro risveglio graduale. Sebbene un po’ noiosa per la ripetitività e la lunghezza é un’esperienza emozionante. Poi facciamo ancora un giro tra le lanterne del cimitero Okunoin e si riprende il treno per raggiungere Tanabe, la base di partenza per il tratto del sentiero di pellegrinaggio Kumano Kodo che abbiamo deciso di percorrere.

Pernottamento: Hotel Hanaya a Tanabe. Al primo impatto dà l’idea della decadenza ma poi la stanza si è rivelata tutta ristrutturata e confortevole. Come convenuto via email prima dell’arrivo, ci è permesso lasciare le valigie presso l’hotel durante i due giorni di cammino.

15° – 16° GIORNO KUMANO KODO

Due giorni di cammino lungo il Kumano Kodo, nel tratto che da Takjiri porta a Hongu Taisha, con relax finale nelle famose terme, gli Onsen.

Informazioni pratiche e suggerimenti sul Kumano Kodo QUI

Lungo il sentieri di pellegrinaggio Kumano Kodo

17° GIORNO – HIMEJI

Da Hongu riprendiamo il bus per rientrare a Tanabe, ma prima facciamo tappa Yunomine, la più famosa tra le località termali della zona. Nostra intenzione è provare la piccola pozza di acqua termale dichiarata patrimonio dell’Unesco: si prenota l’ingresso, si può rimanere per mezz’ora. Chi ci precedeva usciva prima del previsto e, arrivato il nostro turno, abbiamo capito perché: l’acqua è bollente, c’è un rubinetto per diluirla ma si fatica a rimanere, relax zero.

Arrivati a Tanabe proseguiamo per Himeji, cittadina famosa per il bellissimo castello. Poiché arriviamo nel pomeriggio visitiamo soltanto i giardini (bellissimi) , riservandoci la visita al cosiddetto ‘airone bianco’ per la mattina successiva. Himeji può essere vista tranquillamente in giornata, anche pernottando a Osaka.

Pernottamento: Comfort Hotel Himeji, buono e non troppo lontano dalla stazione né dal castello.

Il castello di Himeji: l’Airone Bianco

18° GIORNO – HIMEIJ/ISOLA MIYAIJIMA

Visita al castello di Himeij: molto bello e affascinante. La struttura è imponente ma piena di grazia allo stesso tempo. L’interno è molto semplice ma tutto in legno e camminare per tutti i piani della sua altezza tra gli scricchiolii e il profumo del legno è stato piacevolissimo. Anche in questo caso meglio andare all’apertura perché si riempie in fretta di visitatori.

Riprendiamo il nostro viaggio, con il veloce shinkansen in un’ora siamo a Hiroshima. Giornata all’isola Miyajima, che si raggiunge con una mezz’oretta di treno da Hiroshima e un traghetto.

Miyajima: il torii nell’acqua

Pernottamento: Cube Capsule Hotel di Hiroshima che prevede un diverso trattamento tra reparto femminile e maschile: per gli uomini semplice capsula , per le donne anche micro stanzetta dove appoggiare la valigia con un piccolo tavolino (c’era il vaporizzatore per la pulizia del viso!!).

Per cena proviamo la specialità di Hiroshima, una sorta di pastone ‘svuotafrigo’ con spaghetti, maiale, insalata, soia e tante, tante uova, tutto cotto sulla piastra davanti a voi. Per fortuna è una specialità solo qui!

19° GIORNO – HIROSHIMA

Hiroshima: giornata emotivamente molto intensa: A-bombing Dom, unica struttura rimasta e simbolo dell’assurdità umana; Parco della Pace, monumento dei bambini, il memoriale e il museo. Una città avvolta nel silenzio e nella riflessione. Smaltiamo i pensieri con una piacevole passeggiata passando davanti al castello (che però non visitiamo) e nel giardino Shukkei-en.

In serata bus notturno per Tokyo.

Hiroshima

20° GIORNO – TOKYO

Ultimo giorno a Tokyo. Gironzoliamo per il quartiere Akihabara che meglio di altri rappresenta la pazzia giapponese per i manga, le anime e i sexy shop.

Tokyo quartiere Akihabara

Per lasciare il paese con un pensiero zen, visitiamo il giardino Rikuj-en, valutato dalla Lonely Planet come uno dei più belli della città…sarà che noi ormai dopo 3 settimane ci siamo fatti una cultura in materia, ma tendiamo a metterlo abbastanza in fondo alla classifica.

Per pranzo torniamo nuovamente al Sushi no-midori di Shibuya con tanto di coda, ma dà sempre soddisfazione. Cena al Gunpachi, il locale che ha ispirato Tarantino per la mitica scena di Kill Bill Uma contro tutti. Il locale è davvero carino, ma non è che si mangi granché e prezzi alti, ma se mettete in conto queste cose, vale la pena farci un salto.

Pernottamento: Horidome Villa Hotel nel quartiere Akihabara (molto meglio l’Unizo Inn ad Asakusa della prima settimana).

NOTE

Un viaggio che mi ha fatto innamorare della cultura giapponese, incuriosire e affascinare. E mi ha infuso la voglia di tornare, presto. Di molti viaggi si dice ‘è un paese di contrasti’, ma nel caso del Giappone non è certo una frase fatta.

Non è un paese economico ma con qualche accorgimento si può decisamente risparmiare e non spendere una fortuna.

Alberghi: Tokyo ha un po’ i prezzi di New York (una media di 70-80 euro a camera in settimana e sui 110-120 nei week end se si sta in zone abbastanza servite. Capsule hotel assolutamente da provare almeno una volta (ma anche un paio per risparmiare. Credo che sia un’esperienza da provare anche i Love Hotel, se non altro per i prezzi convenienti, ma sono difficilmente prenotabili in anticipo su internet e meno raggiungibili per chi viaggia con i mezzi.

Pasti: il sushi non è certo l’all you can eat che spopola a casa nostra, e anche i prezzi di conseguenza: il costo medio per un piatto di una decina di pezzi è di 30-35 euro e la qualità è eccelsa (consiglio: ristorantini al mercato del pesce di Tokyo e il Sushi no Midori al centro commerciale della stazione di Shibuya, Tokyo). Per piatti di ramen, udon, soba riso tempura e simili si sta solitamente su prezzi inferiori ai 10 euro, spesso con anche acqua o te compreso. Per i pranzi si possono acquistare rotolini/polpette di riso o sushi pronto al supermercato.

Visite: molti templi sono a pagamento, cosi come tutti i giardini si parla di circa 300-600 yen ovvero largo circa 3 o 5 euro. Qualcuno arriva a 1000 yen.

La wifi è ovviamente in tutti gli alberghi, i bagni pubblici sono ovunque pulitissimi e gratuiti. Sicurezza direi al top, anche molto tardi la sera abbiamo visto ragazze girare tranquillamente da sole.

Una nota sull’affollamento. I luoghi ‘turistici’ per noi stranieri lo sono anche per i giapponesi e i templi più belli sono inevitabilmente presi d’assalto. Noi ci siamo sempre mossi molto presto alla mattina sia per goderci almeno un tempio al giorno con un po’ di pace e silenzio sia per fare foto senza la folla.

TRASPORTI

Treni – avendo previsto prima della partenza tutte le tappe e consultato l’orario dei treni per avere un’idea di massima (sito www.hyperdia.jp\en) sia degli orari che dei costi, abbiamo valutato che non ci conveniva acquistare il JR Pass, anche perché nella penisola di Kii dove abbiamo trascorso 5 giorni molte ferrovie non sono tra quelle incluse nel JR Pass. Da tenere presente quando si prendono treni per i quali è previsto un supplemento che si può acquistare il ‘not riserved seat’, che consente di risparmiare rispetto al posto prenotato (noi abbiamo sempre trovato posto in abbondanza).

Bus notturni: prenotati dall’Italia con la società Willer Express http://willerexpress.com/en/, pullman molto comodi, tappe ogni due ore, servizio efficiente e puntualità. Noi li abbiamo utilizzati per le tratte Tokyo-Kyoto e Hiroshima-Tokyo.

Metropolitana a Tokyo: Superato il primo impatto con le cartine della rete all’aeroporto, impariamo presto l’utilizzo della metropolitana che si rivela abbastanza facile, basta cercare la mappa dell’intera rete con le scritte in inglese (e c’è sempre). A fianco di ogni fermata è indicato il costo del biglietto dalla stazione in cui vi trovate. Per acquistare il biglietto basterà selezionare quell’importo nelle macchinette. In genere conviene acquistare il pass giornaliero per la metropolitana, costo 1000 Yen (costo 2016) viaggi illimitati fino alla mezzanotte del giorno di timbratura. Anche il giornaliero si acquista facilmente alle macchinette.

Navigatore: come scritto su tutte le guide non è facile individuare i nomi delle strade. Noi ci siamo dotati di navigatore caricato sul telefono segnando prima di partire i luoghi di interesse, in modo da poterlo utilizzare off line.

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